Photobucket "> nous sommes en des temps infames

sabato, 07 novembre 2009, ore 14:51

Paolo Conte abbaglia. Gorgheggia ed ipnotizza. Riprende la goccia d'emozione che nel pomeriggio della paventata solitudine t'illumina di distanti fantasie. La rara ritmica ti lascia cadere le assonnate preoccupazioni d'un impegno che incombe, quando vuoi partire e sei chiuso nelle tue impossibilità. Si può andare se sei abbastanza scemo per sognare ma troppo furbo per non capire che è l'unica causa di sopravvivenza. La luce piantata nel jazz essica le ignare lontananze. L'ombra dell'incanto effimero plana sulle foglie di pensieri che il vento della tenerezza suona.

adamos8181
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categoria : jazz, paolo conte
venerdì, 06 novembre 2009, ore 12:09

C'è il fascicolo di testi delle canzoni dell'album dentro una scatola piena di cose sue,cioè tue. L'album mi è amico e la scatola mi è amica. Entrambi mi rendono la compagnia più stabile quando lei non c'è, anche se c'è sempre. Tu ascolti e pensi, ricordi i versi più imprescindibili di Franz, "spremendo tra le dita tutto ciò che per me significa essere". La finestra si apre. C'è un tappeto magico (ricordi gli Oasis?) di illusioni sincere ed estatiche giornate, a sé stanti. Il mondo viaggia, noi camminiamo insieme. L'ora batte dove la solitudine muore. Il bacio brucia dove non c'è acqua per spegnere la passione. Si vola di vittoria d'amore quando non si smette mai di ascoltarsi. Il castello di ricordi mai perduti ha mure ben solide di fiducia. Il presente incanta ora e sempre l'occhio che cerca la felicità della mattinata che non passa. Franz ha finito ma ti sento.

adamos8181
mercoledì, 04 novembre 2009, ore 12:31

Oggi l'umore è quello che è. Meglio farsi trasportare dal ritmo di questa canzone capace di trascinarti in un vortice di ermetiche tranquillità e picchiettanti inquietudini. La saga del cicaleccio si è aperta accanto a me. La pioggia brilla in inappagate e vorticose idee. Ian Curtis boccheggia di ritmici mari. Esile silenzio se smette.

adamos8181
lunedì, 02 novembre 2009, ore 18:59

O spiaggia in cui ballai la notte un sirtaki ebbro d'invincibilità e folle illusione ridonami letizia di appagati sensi! Aprile dell'anno 2000. La gita in Grecia dell'ultimo anno del Liceo vissuta a colpi di noncuranti ore, quella maturità alle porte ma della quale non fregava niente a nessuno fino alla settimana prima dello scritto di italiano che puntuale faceva partire il count-down per l'ansia, quella matematica che proprio non m'interessava studiare vista come perdita di tempo per una mente indaffarata tra poesie e filosofia, la riscoperta di un'amica con cui non parlavo da tempo prima di una corsa ad imitare gli antichi eroi olimpionici proprio a Delfi, un'occasione persa proprio una di quelle che ti chiedi ancora a distanza di dieci anni come sarebbe potuta andare a finire se avessi agito in maniera diversa, la voglia di non buttare via niente, la paura di perdere qualcosa che comunque non riuscivi ad afferrare fino in fondo, fin quanto avresti voluto. E questa canzone. Questa canzone che riecheggiava spasmodica e tumultuosa nelle ore di ritirata dal sogno, tra una lucidità e l'altra, con la sensazione che prima o poi sarebbe arrivato questo momento. Quello della nostalgia.


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domenica, 01 novembre 2009, ore 19:11




Dal grandissimo album-live "At Filmore East", secondo della band di Macon, memorabile la performance di Duane Allman, secondo solo a Jimi Hendrix come chitarrista, con il suo stile slide influenzato dal blues. Morì a 25 anni non ancora compiuti per un incidente in moto.

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sabato, 31 ottobre 2009, ore 11:51





Abbandono. Estatico allontanamento. Occhi chiusi e sguardo lontano. Malinconia rassicurante. Balenante serenità. Trasporto. Estate di foglie gialle.
adamos8181
venerdì, 30 ottobre 2009, ore 00:59





Emanuele Filiberto di Savoia ha recentemente dichiarato che "L'Italia è un paese pronto per una monarchia costituzionale". In considerazione di questa dichiarazione del principe, volevamo dedicare questa canzone a Gaetano Bresci, tessitore, anarchico e uccisore di re. A.Celestini
adamos8181
martedì, 27 ottobre 2009, ore 20:18

Mi è venuta in mente questa canzone poco fa tornando a casa. Guardavo la luce dei lampioni e delle case, in cui la gente iniziava a rintanarsi, riflettersi sugli specchietti delle macchine parcheggiate. Passeggiavo e poi ho alzato la testa. Una luna piena e strana. Come una volta nella zona industriale di un porto.

adamos8181
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categoria : riflessi, luci, luna
lunedì, 26 ottobre 2009, ore 19:31


Padova. Stazione ferroviaria. Una panchina del binario numero due. Delle lacrime, molte lacrime. Paura e ansia. Un vecchio compagno incontrato per caso. Un telefono diventato libro di speranze. Questa canzone. Un fraintendimento. Una disperata ricerca di lei. E lei ritorna.

adamos8181
sabato, 24 ottobre 2009, ore 19:48

COSCIENZA

ESTASI

ATEMPORALITA'<---------- >SUBLIMAZIONE


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